LUCA BERGAMASCHI: DA RUBACUORI a FOLLOWER DI DIO

LUCA BERGAMASCHI: DA RUBACUORI a FOLLOWER DI DIO




Intervista/testimonianza di un uomo con un passato da vero Casanova


Luca Bergamaschi è un noto e apprezzato artista pavese che lavora nel cast di “Striscia la notizia” a Canale 5 da 12 anni. La sua vita un giorno è improvvisamente cambiata e oggi ci racconta come. 


  Ciao Luca, so che c’è stata una profonda evoluzione della tua persona, del tuo essere, nell’arco degli anni… mi piacerebbe quindi domandarti cos’è per te il passato e cos’è il presente, in altre parole, chi eri e chi sei oggi?

Il mio passato è stato il punto di partenza della mia nuova vita, è stato quello che dovevo “passare” per essere oggi quello che sono. Alcuni rimpiangono il loro passato, invece io lo ringrazio perché oggi sono una persona migliore. Ho commesso tanti errori e sarà retorico dirlo, ma gli errori mi sono serviti per trovare il vero Luca, per vedere la luce.

Il mio peccato più grande è stato quello di darmi agli altri in modo sbagliato, cioè in un modo carnale.

Spiega bene per favore cosa intendi con carnale

Mi davo col corpo, ma non col cuore e con l’anima. In altre parole ero un po’ ossessionato dal sesso, un dongiovanni impenitente, un donnaiolo, un tombeur de femmes, chiamalo come vuoi, il succo è che lo facevo solo per il puro piacere carnale…

Ma dove le incontravi tutte le donne con cui poi…?

Ho sempre fatto spettacoli come cabarettista e succedeva che durante gli show attiravo molte donne per la mia simpatia e anche per la mia presenza… piacevo insomma. Potevo avere donne diverse ogni sera e le donne erano diventate una vera e propria droga, l’unica droga che io abbia mai usato perché sono assolutamente contro… ma del sesso non riuscivo proprio a farne a meno, mattina, mezzogiorno, pomeriggio, sera, sempre… una vita sregolata che mi stava ammazzando interiormente. Sono però sempre stato sensibile e nonostante non riuscissi a fare a meno dei rapporti sessuali capivo però che stavo facendo soffrire altre persone, perché le mie partner si affezionavano, ma io non ero in cerca di un legame, mi bastava l’avventura di una sera… un mordi e fuggi… sì, lo ammetto ero quello che una donna definisce “un grande stronzo”.

Dopo cosa è successo?

È successa una cosa meravigliosa. Una notte è arrivato il Signore a salvarmi… non riuscivo a dormire, ero agitato, quella notte mi domandavo continuamente chi fossi io a 39 anni e mezzo e cosa stessi facendo? Ero confuso, non capivo. Poi all’improvviso è stato tutto chiaro: c’era Dio lì con me che mi stava parlando ed era venuto in mio soccorso, ad illuminarmi, ad insegnarmi ad amare e dal buio sono passato alla luce e ho conosciuto così la felicità, l’amore puro.

E cos’è quindi la felicità per te?     

La felicità è darsi completamente di amore vero, quello dell’anima. Qualsiasi cosa fatta con amore ha un altro sapore, anche un semplice gesto o una semplice parola possono avere una carica immensa se sono pieni di amore.

Ti sei sposato?

Sì, in aprile saranno 6 anni che sono sposato. Il matrimonio è arrivato dopo 4 anni che ero già in cammino spirituale. Il matrimonio è una prova importantissima. È felicità, ma anche sacrificio totale e quello che è più bello del matrimonio è la libertà assoluta.

Cosa intendi per libertà assoluta?

Intendo la libertà d’amore, che non significa andare a letto con un’altra persona, ma darti con l’anima e con amore a tutte le persone che incontri. E il tuo partner non può essere geloso, perché donare la propria anima, il proprio amore al prossimo è ricchezza spirituale e io mi sento davvero ricco cara Elena. Dei soldi non mi interessa niente se non per vivere e per realizzare dei progetti che possono aiutare il prossimo.

A proposito di aiutare il prossimo, so che ti prodighi molto in progetti di beneficienza

Sì, perché quando ho chiesto al Signore di essere un suo strumento, Lui mi ha dato una forza immensa che ho sentito di dover donare a mia volta a coloro che non ne avevano perché stavano soffrendo. Faccio spettacoli di beneficienza in cui si raccolgono fondi per associazioni di tutti i tipi, dall’ambito pediatrico a quello di genitori che hanno perso i figli in incidenti o a causa di malattie incurabili, ad associazioni per aiutare gli animali abbandonati e maltrattati…

Che progetti hai per il futuro?

Un progetto imminente è quello che mi vede impegnato quest’estate in Africa, precisamente a Mwanza in Tanzania. È nato tutto un paio di settimane fa, quando una mia amica, che non sentivo da tantissimi anni, mi scrive un messaggio in WhatsApp per sentire come stavo e poi mi parla di un incontro con un papà e una mamma che hanno perso il loro figlio venticinquenne e che hanno deciso di portare a compimento quello che era il grande desiderio di questo ragazzo, Filippo, che si era da poco laureato in Ingegneria Edile/Architettura, di realizzare un orfanotrofio in Africa. Mi sono subito sentito riempire il cuore di amore e mi sono precipitato a comprare il biglietto aereo… c’è un bel sito che consiglio di vedere, dedicato a questo progetto e a questa associazione che si chiama appunto “Associazione Filippo Astori”.

Il tuo impegno con Striscia la Notizia quando nasce?

È iniziato 12 anni fa come animatore di studio e da allora tutti i giorni mi occupo del pubblico di Striscia la Notizia “scaldandolo”, cioè rendendolo partecipe al 100% nella trasmissione con sorrisi e applausi. Anche in questo caso ci vedo un volere del Signore, perché anche far sorridere vuol dire fare del bene. Striscia è fatta di gente bella, genuina e vera e ho un ottimo rapporto con i miei colleghi. Per me è una grande famiglia a cui sono affezionatissimo e grato di farne parte.

Sogni nel cassetto?

Ho un grande sogno nel cassetto che è quello di realizzare una comunità con il nome di “Casa del Sole”, in cui la parola sole sta per luce, calore, ma anche “sole” come aggettivo che indica solitudine… e quindi “la casa per persone sole”. E le persone sole sono tante, dagli anziani, ai mariti che provengono da divorzi e che sono senza una lira, che hanno perso il lavoro, donne rimaste vedove magari in giovane età, ragazzi emarginati, vittime di bullismo, ecc.

Una frase per concludere?

Non abbiate paura di amare, di aiutare gli atri. Solo in quel modo si riesce a capire davvero il senso della vita! Amore puro…