La Miami “nera” si chiama Liberty City

La Miami “nera” si chiama Liberty City

Esiste una Miami non luccicante, scura, povera, difficile. È la Miami “nera” dei sobborghi di Liberty City, situata a Nord Ovest del più famoso Downtown Miami.

Liberty City è uno dei quartieri storici più significativi di Miami. All’inizio del secolo, era un quartiere prevalentemente bianco, situato ai margini della città. A quell’epoca, le leggi razziali in vigore a Miami obbligavano le persone di colore a vivere a Overtown (chiamata all’epoca Colored Town), dove anche importanti artisti afroamericani come Ella Fitzgerald, Louis Armstrong e Count Basie erano obbligati a tornare per la notte, quando si esibivano nei locali notturni di Miami Beach.

Negli anni ’30, durante la Grande Depressione, il New Deal promosso dal Presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt, portò alla nascita di nuove zone residenziali popolari, per diminuire il sovrappopolamento della vicina Overtown e migliorarne le condizioni di vita, che divennero uno dei quartieri più ambiti dagli esponenti della comunità afroamericana.

Negli anni ’40 e ’50, Liberty City divenne il centro della lotta contro la segregazione razziale operata in quei decenni. Negli anni ’60 e ’70, dopo la promulgazione delle leggi per salvaguardare i diritti civili delle persone di colore, il quartiere – che contava una maggioranza di residenti che appartenevano alla classe più povera -, si trovò a vivere forti tensioni razziali e di diseguaglianza, in un ambiente in cui violenza e crimine erano all’ordine del giorno. Tensioni che culminarono nella terribile rivolta del 1980.

E proprio nel ghetto nero di Liberty City, luogo di autosegregazione, di povertà e disperazione è stato girato il film diretto da Barry Jenkins “Moonlight”, vincitore del Golden Globe 2017 per il Miglior film drammatico, applaudito dalla critica di tutto il mondo e scelto come miglior film dall’American Film Institute.

Il film racconta in tre capitoli – infanzia, adolescenza, età adulta – la vita di Chiron, un ragazzo afroamericano che intraprende un viaggio alla scoperta di se stesso e della sua identità sessuale. Le sofferenze, il disagio sociale, il razzismo, la solitudine, le scarse opportunità di lavoro (lo spaccio di droga è spesso la sola possibilità di guadagno nei ghetti), ma anche una storia d’amore, famiglia e riconciliazione, che vuole unire in modo universale chiunque si senta diverso, intrappolato nelle proprie emozioni e incapace di esprimerle.

“Ad un certo punto devi decidere chi vuoi essere. Nessuno deve prendere per te questa decisione”. Ed è racchiusa in questa frase, pronunciata da uno dei personaggi, la morale del film.

Oggi, fortunatamente, Liberty City sta vivendo una nuova rinascita economica. Visitare questo quartiere vuol dire intraprendere un viaggio nella storia dei diritti civili. Il consiglio di Elly è di visitarlo, ma non in modo autonomo… meglio con un tour organizzato o in taxi.

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